{"id":2547,"date":"2021-10-26T06:00:54","date_gmt":"2021-10-26T04:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/eco-forum.it\/2023\/blog\/ecomondo-e-key-energy-dove-passa-la-transizione-ecologica-dellitalia\/"},"modified":"2022-06-23T19:01:09","modified_gmt":"2022-06-23T17:01:09","slug":"ecomondo-e-key-energy-dove-passa-la-transizione-ecologica-dellitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/eco-forum.it\/2023\/blog\/ecomondo-e-key-energy-dove-passa-la-transizione-ecologica-dellitalia\/","title":{"rendered":"Ecomondo e Key energy, dove passa la transizione ecologica dell&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"630\" height=\"420\" src=\"https:\/\/eco-forum.it\/2023\/wp-content\/uploads\/sites\/19\/2021\/11\/Ecomondo_KeyEnergy_2021_01.jpg\" class=\"webfeedsFeaturedVisual wp-post-image\" alt=\"Ecomondo Key energy 2021\" loading=\"lazy\" style=\"margin: auto;margin-bottom: 5px;max-width: 100%\" \/><\/p>\n<h6><strong>Alla Fiera di Rimini dal 26 al 29 ottobre appuntamenti in presenza e in digitale per rimettere in connessione il mondo della pubblica amministrazione, quello finanziario e imprenditoriale. Tutto sull&#8217;edizione 2021<\/strong><\/h6>\n<p><span id=\"more-248696\"><\/span><\/p>\n<p>La strada per la transizione ecologica \u00e8 tracciata e passa da Rimini, dove si sono chiusi il 29 ottobre con risultati ben oltre le pi\u00f9 rosee previsioni Ecomondo e Key Energy, i due saloni dedicati all\u2019economia circolare e alle energie rinnovabili di Italian Exhibition Group. Quasi l\u201985% di presenze rispetto all\u2019ultima edizione pre-covid, pi\u00f9 di 1.080 marchi presenti a tutto quartiere per il 90% della superficie, 500 ore di convegni e seminari, con il decennale degli Stati Generali della Green Economy, sono i numeri che confermano che la spinta alla transizione ecologica passa anche dalle due storiche manifestazioni di Rimini. Luogo di confronto e soprattutto business per una comunit\u00e0 di imprese, istituzioni, enti e organizzazioni che nei saloni di Rimini si sono confrontati sulle tematiche oggi al centro delle agende di tutti i governi, e legate in particolare alle opportunit\u00e0 connesse all\u2019avvio del PNRR alla vigilia di un appuntamento politico fondamentale come la COP26 di Glasgow. Importante e qualificata, inoltre, la partecipazione governativa italiana, cos\u00ec come l\u2019egida della Commissione europea, a rimarcare l\u2019importanza che queste manifestazioni hanno assunto negli anni come punto di riferimento sia nell\u2019area del Mediterraneo sia per istituzioni di primo livello europeo per policy e ricerca ed innovazione nei settori indicati.<\/p>\n<\/p>\n<p><strong>Bioeconomia circolare, risorse idriche, trattamento dei rifiuti e processi di digitalizzazione che portano la green economy nel perimetro di industria 4.0 sono tra le novit\u00e0 di filiera pi\u00f9 interessanti di questa edizione 2021<\/strong>. Le aziende che lavorano sui processi e il monitoraggio sono l\u2019anello di raccordo tra la raccolta dei materiali di scarto e la materia prima seconda. Cresciuti, anche in termini di business generato in fiera, le bioenergie e il fotovoltaico e tutto il settore dell\u2019illuminazione smart nelle citt\u00e0 legato all\u2019efficientamento e alla sicurezza. Il salone biennale dei veicoli per l\u2019ecologia SAL.VE ha messo insieme in un\u2019unica vetrina telaisti e allestitori dei mezzi per l\u2019igiene urbana e gli allestimenti per la raccolta differenziata con mezzi a propulsione ibrida o full electric. Dalle presse meccaniche alle stampanti 3D alimentate da plastiche bio, industria e startup sono state visitate da operatori qualificati e orientati al business, che fanno dei due saloni appuntamenti di green business. Cresciuta anche la percentuale di stand che sono stati allestiti con materiali sostenibili, ottenuti dal riciclo di legno d\u2019arredi o altri materiali d\u2019edilizia, dai pannelli alle piastrelle.<\/p>\n<p>Con gli <strong>eventi di Ecomondo <\/strong>&#8211;\u00a0curati dal Comitato scientifico presieduto dal professor Fabio Fava &#8211; \u00e8 stata condotta un&#8217;analisi puntuale sul tema della rigenerazione dell\u2019ambiente, in linea con le raccomandazioni del Green Deal europeo. Grazie alle \u201cconferenze faro\u201d sono state identificate le azioni che potranno consentire una rigenerazione sistemica ed inclusiva delle nostre manifatture, delle nostre citt\u00e0, del patrimonio naturale, suolo, acque e mari, per un pronto recupero economico, ambientale e sociale del Paese assieme all&#8217;Europa e all\u2019area del Mediterraneo.<\/p>\n<p>Nella sessione inaugurale di Key Energy, uno studio preparato per questo evento dall\u2019Energy Strategy Group del Politecnico di Milano ha approfondito le opportunit\u00e0 legate al PNRR, in particolare in termini di ricadute economiche e occupazionali: si parla di pi\u00f9 di 64 miliardi di euro di ricavi aggiuntivi, oltre a 132mila posti di lavoro in pi\u00f9. Si \u00e8 parlato inoltre, nei convegni curati dal Comitato scientifico presieduto da Gianni Silvestrini, delle novit\u00e0 in arrivo, dall\u2019eolico off-shore all\u2019agro-fotovoltaico, dalle Comunit\u00e0 energetiche all\u2019idrogeno, di strategie climatiche, nonch\u00e9 dei primi interessanti risultati sui fronti del Superbonus e della mobilit\u00e0 elettrica.<\/p>\n<h2><strong>I prossimi appuntamenti<\/strong><\/h2>\n<p>Italian Exhibition Group d\u00e0 l\u2019appuntamento al mondo della Green Economy e delle energie rinnovabili al 2022, anno in cui \u00e8 da segnare in calendario anche il nuovo evento SOLAR EXHIBITION AND CONFERENCE by Key Energy, dal 23 al 25 marzo 2022 nel quartiere fieristico di Rimini: una tre giorni dedicata esclusivamente all\u2019industria dell\u2019energia solare e alle sue filiere con area espositiva, convegni, incontri e dibattiti. L\u2019evento, dal format innovativo e altamente focalizzato sulle esigenze delle aziende e delle community del solare, si terr\u00e0 in sinergia e in contemporanea con la seconda edizione di FORUMTECH, l\u2019evento di formazione e informazione di ITALIA SOLARE organizzato il 23 marzo 2022. Sempre nel 2022, in programma anche due eventi internazionali: CDEPE &#8211; Chengdu International Environmental Protection Expo powered by Ecomondo, la pi\u00f9 grande fiera di tecnologia verde nel mercato della Cina occidentale, dal 20 al 22 maggio 2022 a Chengdu (e quest\u2019anno dal 18 al 20 novembre) e Ecomondo Mexico, dal 12 al 14 luglio 2022 a Le\u00f3n, organizzato in partnership con Deutsche Messe.<\/p>\n<h2><strong>Ecomondo e Key Energy 2021: la transizione ecologica al centro dei lavori<\/strong><\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lanuovaecologia.it\/ottobre-2021\/\"><strong>Dal mensile &#8211;<\/strong><\/a> Nel Pnrr su cui \u00e8 al lavoro il governo italiano il termine \u201cgreen\u201d \u00e8 uno dei pi\u00f9 utilizzati. Appuntamenti di respiro internazionale, come <strong>\u201cEcomondo\u201d<\/strong> e <strong>\u201cKey energy\u201d<\/strong> in programma alla Fiera di Rimini dal 26 al 29 ottobre, sono importanti banchi di prova per monitorare il processo di transizione ecologica finanziato nel nostro Paese anche grazie ai fondi in arrivo dall\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019edizione 2020, trasmessa in digitale a causa della pandemia, per il 2021 i due saloni organizzati da Italian exhibition group (Ieg) puntano sulla formula ibrida. Come da tradizione, i 130.000 m<sup>2 <\/sup>del quartiere fieristico riminese brulicheranno di stand espositivi e dibattiti per rimettere in connessione, in presenza e in sicurezza, il mondo della pubblica amministrazione, quello finanziario e imprenditoriale. In parallelo, \u00e8 prevista la diretta streaming di tutti i convegni.<\/p>\n<p>Attorno ai modelli di sviluppo sostenibile e all\u2019adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici, i due macro argomenti che faranno da <em>fil rouge<\/em> nelle quattro giornate del think-tank, ruoteranno momenti di confronto e condivisione di idee su gestione e valorizzazione integrata dei rifiuti, bioeconomia circolare, ecodesign, bonifiche e rischio idrogeologico, acqua, efficienza energetica, energie rinnovabili, smart city e smart mobility.<\/p>\n<p>\u00abPuntiamo molto sulla presenza fisica \u2013 spiega Alessandra Astolfi, group exhibition manager della Green technologies division di Ieg \u2013 Gli operatori professionali hanno voglia di incontrarsi. Abbiamo registrato un boom di iscrizioni di espositori che non ci aspettavamo. Operatori e aziende sono pronti a presentare molte innovazioni in vari ambiti: dal trasporto urbano al tracciamento dei rifiuti, dall\u2019agricoltura di precisione alla rigenerazione delle citt\u00e0. Mentre per le rinnovabili, quest\u2019anno avr\u00e0 uno spazio importante l\u2019energia solare\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 in questa sede che si tester\u00e0 l\u2019effettiva aderenza del nostro Recovery plan rispetto alle indicazioni di Bruxelles. Ed \u00e8 qui che le imprese potranno effettuare le ultime \u201cprove\u201d verso un\u2019economia <em>carbon neutral<\/em>, obiettivo centrale del Green new deal dell\u2019Ue. \u00abQuesta \u00e8 l\u2019edizione in cui auspichiamo di raccogliere i frutti di quanto di buono la comunit\u00e0 di \u201cEcomondo\u201d e \u201cKey energy\u201d ha seminato in tutti questi anni \u2013 conclude Astolfi \u2013 Progettualit\u00e0 importanti che adesso possono contare anche su una consistente leva finanziaria con l\u2019arrivo delle risorse del Next generation Eu. A che punto siamo, quali sono i progetti su cui \u00e8 bene investire, come si stanno muovendo istituzioni e imprese: sono questi gli interrogativi che ci porremo e da cui proveremo a ottenere risposte concrete. Se saremo bravi a fare sintesi e a mettere a terra i progetti giusti, potremo sfruttare le grandi opportunit\u00e0 che abbiamo di fronte\u00bb. E lanciare definitivamente la green economy e la transizione ecologica.<\/p>\n<h2><strong>Un Piano nazionale per l&#8217;economia circolare<\/strong><\/h2>\n<figure id=\"attachment_248753\" aria-describedby=\"caption-attachment-248753\" style=\"width: 212px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-248753 size-medium\" src=\"https:\/\/eco-forum.it\/2023\/wp-content\/uploads\/sites\/19\/2021\/10\/Rifiuti-Oggi-2021-min.jpg\" alt=\"Rifiuti Oggi 2021 copertina\" width=\"212\" height=\"300\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-248753\" class=\"wp-caption-text\">La copertina del magazine Rifiuti Oggi 2021<\/figcaption><\/figure>\n<p>Primo mille nuovi impianti industriali per il riciclo dei rifiuti di origine domestica e produttiva, a partire dal centro-sud Italia. Secondo: pi\u00f9 semplificazioni nei processi autorizzativi e costituzione di una task force al ministero della Transizione ecologica per velocizzare l\u2019approvazione dei 19 decreti End of waste in via di adozione o predisposizione. Terzo: un efficace rafforzamento dei controlli ambientali con uno stanziamento di 240 milioni di euro per assumere 2mila tecnici e per acquistare strumenti e laboratori per il Sistema nazionale per la protezione dell\u2019ambiente, con l\u2019approvazione dei due decreti sugli ispettori e sui Lepta (Livelli essenziali delle prestazioni ambientali) per attuare la legge 132\/2016 (che ha istituito l\u2019Snpa e messo in rete Ispra e le Arpa). Quarto: obbligatoriet\u00e0 del dibattito pubblico da promuovere sui territori per facilitare la realizzazione degli impianti. E, infine, quinto: sviluppo di un vero mercato dei prodotti riciclati.<\/p>\n<p>Sono questi i cinque punti cardine del Piano nazionale per l\u2019economia circolare presentati da Legambiente, La Nuova Ecologia e Kyoto Club in occasione dell\u2019VIII edizione dell\u2019EcoForum, tenutosi il 6 e 7 luglio scorsi a Roma. Sono proposte concrete su cui l\u2019Italia deve investire per far decollare la rivoluzione prefigurata dal pacchetto di direttive europee sull\u2019economia circolare varato nel 2018 e recepito lo scorso anno. Il momento per farlo \u00e8 adesso, specie dopo che da Bruxelles \u00e8 arrivato il via libera al Piano nazionale di ripresa e resilienza presentato dal governo. Le risorse ora ci sono, ma per farne tesoro devono essere accompagnate da una serie di riforme nevralgiche per la ripresa sostenibile del nostro Paese. Ecco come questo ambizioso Piano pu\u00f2 essere messo in pratica secondo Luca Ruini, presidente del CONAI, Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, Alessandro Bratti, direttore generale di Ispra, Chiara Pignaris, presidente dell\u2019Associazione italiana per la partecipazione pubblica, e Silvano Falocco, direttore della Fondazione Ecosistemi.<\/p>\n<h2><strong>Impianti<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Luca Ruini, presidente del CONAI<\/strong><\/p>\n<p>\u00abColmare il deficit impiantistico che separa il Mezzogiorno dal Settentrione \u00e8 sicuramente una delle strade per accelerare la transizione ecologica del Paese e la crescita della sua economia circolare. Si tratta di una sfida che non possiamo permetterci di perdere. Lo abbiamo ricordato spesso: questo \u00e8 il momento di dialogare con i territori per spiegare l\u2019importanza della realizzazione di nuovi impianti. Secondo un recentissimo studio elaborato da CONAI, al Meridione mancano oggi 165 impianti per i rifiuti, con funzioni che vanno dalla selezione dei materiali al loro trattamento fino al compostaggio. La loro costruzione avrebbe un costo superiore ai 2 miliardi di euro, ma avrebbe anche importanti ricadute sul piano lavorativo e occupazionale: porterebbe infatti alla creazione di 2.300 posti di lavoro. Proprio per questo le regioni del Mezzogiorno vanno aiutate a dotarsi anche di competenze professionali. Servono figure esperte in grado di autorizzare correttamente i progetti e di far funzionare i nuovi impianti, ma anche professionisti che conoscano a fondo i percorsi autorizzativi e i controlli necessari all\u2019esercizio. Ecco perch\u00e9 l\u2019interdisciplinarit\u00e0 delle competenze si riveler\u00e0 sempre pi\u00f9 fondamentale. Anche per questo CONAI continua a promuovere la formazione post-laurea: i nostri green jobs, ad esempio, vogliono far nascere le competenze necessarie dove sono pi\u00f9 urgenti. Dopo le esperienze con l\u2019Universit\u00e0 degli Studi della Basilicata, i green jobs sono arrivati a Palermo e nuovi corsi sono all\u2019orizzonte a Reggio Calabria e in Campania. Solo attraverso una formazione ampia e trasversale, infatti, potremo transitare davvero dal modello lineare a quello circolare\u00bb.<\/p>\n<h2><strong>Controlli ambientali<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Alessandro Bratti, direttore generale di Ispra<\/strong><\/p>\n<p>\u00abRispetto ai controlli ambientali il tema vero da affrontare non \u00e8 tanto quello di un loro aumento quantitativo, quanto piuttosto di mettere le strutture tecniche territoriali competenti, soprattutto le Arpa ma non solo, nelle condizioni di poter svolgere un\u2019attivit\u00e0 di controllo efficiente ed efficace. Questo si ottiene con l\u2019utilizzo di nuove tecnologie e, in particolare, con l\u2019ingresso di personale qualificato e pi\u00f9 giovane. Per fare questo occorre investire su queste strutture. Oggi per\u00f2 a questa soluzione, di fatto, non sta pensando nessuno e questo continuer\u00e0 a costituire un problema per il nostro Paese. A questo tema se ne aggiunge un altro pi\u00f9 generale, ovvero la riforma della legge 132\/2016 che non ha ancora visto venire alla luce i decreti attuativi, che sono importanti ma non vengono portati a termine. Anche questo \u00e8 un immobilismo che sta causando dei problemi. Oltre che i fondi e le nuove risorse umane, servono investimenti sulla governance del sistema che deve essere pi\u00f9 forte e strutturata dal centro verso i territori. \u00c8 giusto potenziare le strutture che agiscono localmente, ma l\u2019indirizzo comune e le linee guida da seguire devono arrivare dal centro\u00bb.<\/p>\n<h2><strong>End of waste<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono passati mesi da quando ci siamo confrontati con il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani sulla necessit\u00e0 di semplificare le procedure per riciclare i rifiuti. Non possiamo permetterci di aspettare il 2027 per vedere approvati i decreti End of waste che servono al Paese. Perch\u00e9 questa corsa contro il tempo per spendere i 191 miliardi di euro del Pnrr che arrivano dall\u2019Europa durer\u00e0 fino al 2026. Per questo motivo i decreti End of waste devono rappresentare una priorit\u00e0 e velocizzarne l\u2019approvazione \u00e8 fondamentale per non tenere impantanata la nostra industria del riciclo. Bene pertanto l\u2019intenzione di varare un Piano nazionale di gestione dei rifiuti, come ci viene chiesto dall\u2019Europa. Bene la realizzazione di nuovi impianti di riciclo come previsto nel Pnrr, nella speranza che ne vengano fatti soprattutto al centro-sud. Bene l\u2019impegno di rendere attuativi i decreti del pacchetto di direttive Ue sull\u2019economia circolare. Ma se costruiamo gli impianti e non creiamo il mercato dei prodotti riciclati, avremo risolto il penultimo problema, ovvero realizzare la rete impiantistica per avviare a riciclo i rifiuti che vengono separati a monte dai cittadini e dalle imprese, ma non l\u2019ultimo. In parallelo va dunque costruito un mercato dei prodotti riciclati, garantendo il rispetto dell\u2019obbligatoriet\u00e0 dei criteri ambientali minimi nelle stazioni appaltanti pubbliche e premiando cos\u00ec gli acquisti verdi. Questi tre nodi \u2013 i decreti End of waste, la realizzazione di impianti e la creazione di un mercato che favorisca gli acquisti verdi \u2013 devono essere sciolti contemporaneamente. Altrimenti il nostro Paese continuer\u00e0 a rimanere bloccato\u00bb.<\/p>\n<h2><strong>Dibattito pubblico<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Chiara Pignaris, presidente Associazione italiana per la partecipazione pubblica<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl fatto che il dibattito pubblico sia uno strumento entrato nel Codice degli Appalti, e quindi in una procedura ufficializzata rispetto ai processi partecipativi che finora in Italia sono sempre stati volontari e non codificati, \u00e8 sicuramente una grandissima occasione. Questa cosa, al contempo, pu\u00f2 per\u00f2 essere limitante, poich\u00e9 in questo modo il dibattito pubblico \u00e8 applicabile solo alle opere che rientrano in questo Codice. L\u2019obiettivo dovrebbe essere piuttosto quello di arrivare a un\u2019applicazione dello strumento all\u2019interno del Codice dell\u2019Ambiente per come avviene in Francia. In questo modo il dibattito pubblico verrebbe applicato a tutte le opere che provocano impatti sull\u2019ambiente. Legandolo alla Convenzione di Aarhus (sull\u2019accesso alle informazioni, la partecipazione dei cittadini e l\u2019accesso alla giustizia in materia ambientale, firmata nella cittadina di Aarhus, in Danimarca, nel 1998 ed \u00e8 entrata in vigore nel 2001, ndr), lo strumento sarebbe poi pi\u00f9 marcatamente orientato a valorizzare l\u2019elemento della partecipazione. In questa direzione \u00e8 stato fatto un primo passo in avanti che, per\u00f2, ha bisogno di attenzione e di uno stimolo continuo dal basso. Se riuscissimo a compierne altri, il dibattito pubblico potrebbe essere applicato anche al tema della collocazione degli impianti di trattamento dei rifiuti, sicuramente tra i pi\u00f9 critici in Italia. Nel nostro Paese oggi ci sono troppi progetti fermi. E questo non \u00e8 accettabile se si vuole puntare alla chiusura del ciclo dei rifiuti. I conflitti riguardano anche le energie rinnovabili. Dal biogas all\u2019eolico, al fotovoltaico, sono tanti gli impianti bloccati a causa dell\u2019opposizione dei territori. Mi auguro che con il risalto nazionale che verr\u00e0 dato ai primi dibattiti pubblici, anche le imprese e i diversi soggetti che ne hanno necessit\u00e0 inizino a usare lo strumento autonomamente. E che si sensibilizzino anche le Regioni. Al momento il dibattito pubblico \u00e8 infatti previsto solo in Toscana e in Puglia per opere pi\u00f9 piccole. E finora in Toscana, nonostante una legge in vigore da dieci anni, \u00e8 stato usato solo in due occasioni\u00bb.<\/p>\n<h2><strong>Acquisti verdi<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Silvano Falocco, direttore Fondazione Ecosistemi<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCome emerge dai nuovi dati raccolti ed elaborati dall\u2019Osservatorio Appalti Verdi, la conoscenza e la consapevolezza rispetto all\u2019utilizzo dello strumento dell\u2019acquisto verde \u00e8 molto migliorata. E ci\u00f2 anche per via dell\u2019aumento delle attivit\u00e0 formative, sia che arrivino dal ministero della Transizione ecologica sia che arrivino dalle Regioni. Volendo provare a mappare questa tendenza, essa diventa sempre pi\u00f9 marcata nelle citt\u00e0 capoluogo, nei Parchi e nelle Regioni che si attengono alle linee guida del Gpp (Green public procurement) e al rispetto dei Cam (criteri minimi ambientali) all\u201980% in modo \u201csignificativo\u201d. Le performance migliori si confermano quelle dei Parchi. Per i Comuni capoluogo, ad esempio, ormai non c\u2019\u00e8 nemmeno un Cam che stia sotto al 50%. In alcune attivit\u00e0 sensibili, come l\u2019edilizia, siamo ormai alla met\u00e0 delle amministrazioni che applicano il Gpp sempre, il che non \u00e8 affatto una cosa da poco. \u00c8 bene per\u00f2 specificare che, nonostante questa evidente tendenza verso l\u2019alto, la situazione in Italia non pu\u00f2 dirsi risolta. Perch\u00e9 le sacche dei \u201cNo Gpp\u201d sono molto annidate. Ci sono infatti amministrazioni che non applicano mai i Cam e soggetti che sembrano veramente restii all\u2019attuazione del Gpp. Con l\u2019arrivo delle risorse del Pnrr, che come noto andranno a progetti che applicano tutte le normative relative al Codice degli Appalti, c\u2019\u00e8 il rischio elevato che la met\u00e0 dei soggetti concorrenti rester\u00e0 escluso in partenza. Il problema di fondo \u00e8 che le amministrazioni non sono abituate a dar conto degli impatti che implicano determinate loro azioni. E a molte di queste amministrazioni continua a non essere chiaro che questo know how non lo otterranno improvvisamente, ma dovranno saperselo conquistare\u00bb.<\/p>\n<blockquote>\n<p data-wahfont=\"22\"><strong>Rifiuti Oggi 2021<\/strong><br \/>\nTutta un&#8217;altra plastica<br \/>\n<a href=\"https:\/\/store.lanuovaecologia.it\/prodotto\/rifiuti-oggi\/\">Acquista una copia<\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n<h3 data-wahfont=\"22\"><strong><a href=\"https:\/\/www.lanuovaecologia.it\/iscrizione-newsletter\/\" data-wahfont=\"22\">ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER<\/a><\/strong><\/h3>\n<h3 data-wahfont=\"22\"><strong><a href=\"https:\/\/www.lanuovaecologia.it\/acquista\/\" data-wahfont=\"22\">SOSTIENI IL MENSILE<\/a><\/strong><\/h3>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong>Rocco Bellantone<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"630\" height=\"420\" src=\"https:\/\/www.lanuovaecologia.it\/wp-content\/uploads\/sites\/19\/2021\/10\/Ecomondo_KeyEnergy_2021_01.jpg\" class=\"webfeedsFeaturedVisual wp-post-image\" alt=\"Ecomondo Key energy 2021\" loading=\"lazy\" style=\"margin: auto;margin-bottom: 5px;max-width: 100%\" \/>Alla Fiera di Rimini dal 26 al 29 ottobre appuntamenti in presenza e in digitale per rimettere in connessione il mondo della pubblica amministrazione, quello finanziario e imprenditoriale. 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